Imke Akihary – Mirella Bentivoglio – Vittorio Campanella – Daniela de Paulis – Alexis Pichot – Cécile Staes-Lacommère

A cura di Martina Cavalli e Alice Labor

Inaugurazione 4 luglio 2019 ore 19.00 | Studio Tiepolo 38 – Roma

4 – 20 luglio 2019

La mostra Baci dalla Luna, nell’occasione del cinquantesimo anniversario del primo sbarco dell’uomo sulla Luna, riporta le testimonianze dei viaggi lunari di sei artisti attraverso una narrazione intergenerazionale tra realtà e immaginazione. Provenienti da diverse zone geografiche, gli artisti mostrano visioni personali di un’esperienza appartenente alla memoria storica collettiva, ricorrendo a diversi medium, dalla fotografia al video, dalla performance alle installazioni.

La Luna si è popolata di memorie e storie terrestri che attendono di essere raccontate. Fin dal suo primo sbarco, il 20 luglio 1969, e in tutte le spedizioni successive, l’uomo ha lasciato dietro di sé tracce e resti a testimonianza del suo passaggio: una piuma, un martello, fotografie, libri, sculture, amache, guanti, caschi, stivali… Di tutti questi oggetti è costituita la scenografia lunare. Così gli interventi di Daniela de Paulis e Imke Akihary rivelano una dimensione scientifica e immaginifica allo stesso tempo. La prima ricorre al video e a un radiotelescopio per trasmettere immagini alla Luna e restituisce nello spazio espositivo la memoria visibile di questa comunicazione. La seconda, invece, riporta in mostra un frammento del suolo lunare con le sue tracce mobili e fantastiche. Entrambe invitano in qualche modo a riconsiderare il valore degli scarti, terrestri e lunari.

Le fotografie di Alexis Pichot immergono il visitatore in un ambiente surreale portandolo al confine tra mito e realtà. Le parole scritte nel 1978 da Mirella Bentivoglio rievocano invece l’atavica relazione tra la Luna e la Terra, antica come quella tra la donna e l’uomo, e in cui le gerarchie e genealogie terrestri sono ribaltate in un tentativo ecologico più che mai attuale. Le immagini di Cécile Staes-Lacommère raccontano il viaggio compiuto insieme alla Luna riportando una visione periferica, intima e sperimentale, attraverso la manipolazione del medium fotografico.

Vittorio Campanella interviene nel quartiere con una serie di performance aliene che si susseguono fino al giorno dell’inaugurazione, invitando gli spettatori a prendere parte alla mostra e a diventarne coautori.

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