Fondi monocromi di colori primari vengono tagliati, divisi, separati da pennellate nere a formare reti più o meno intricate, e la mente, avendo bisogno di orientarsi, procede ad una disamina decodificativa delle pennellate nere che stimola una attività neuronale volta al riconoscimento, alla lettura di segni, simboli, figure familiari pianeti fasciati, costretti, oppressi, violentati;  ma fissando l’insieme della composizione, senza distogliere lo sguardo e senza ammiccare, trascurando quella improbabile/stressante attività di lettura associativa, ad un tratto le superfici colorate, separate da quelle pennellate nere, è come se si staccassero, galleggiassero su un buio fondale. Da questo passaggio tra lettura attiva e impressione passiva è come se si esperisse una sorta di “frenata” psichica, un piacevole rallentamento ideativo, una sorta di MINIMO STATO DI TRANCE.

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