{"id":625,"date":"2010-03-20T20:09:34","date_gmt":"2010-03-20T19:09:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiotiepolo38.it\/gallery\/?p=625"},"modified":"2018-09-08T12:46:00","modified_gmt":"2018-09-08T10:46:00","slug":"carlo-ambrosoli-muti-come-pesci-in-un-acquario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiotiepolo38.it\/gallery\/carlo-ambrosoli-muti-come-pesci-in-un-acquario\/","title":{"rendered":"Carlo Ambrosoli: &#8220;muti come pesci in un acquario&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>dal 4 marzo al 10 aprile 2010<\/p>\n<h3>Muti come pesci in un acquario (Virginia Woolf)<\/h3>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Si rende colpevole chi tace tra i colpevoli<\/em><br \/>\n(M.Babits, <em>Il Libro di Giona<\/em>, 1940)<\/p>\n<p>Quando ho visitato lo studio di Carlo Ambrosoli per vedere e capire i suoi \u201cpesci\u201d mi sono accorta che ondeggiavo tra due sensazioni opposte. Da una parte la presenza di quei pesci cosi poco reali e cosi inquietanti mi rimandavano alle parole di Virginia Woolf quando rivendicava il primato della pittura su altre forme espressive nel definire gli artisti come coloro che tessono i loro incantesimi, come sgombri, dietro il vetro di un acquario, muti e misteriosi (V. Woolf, Visitando una galleria-quadri, Per le strade di Londra, 1925). La scrittrice inglese riconosceva all\u201fartista il privilegio del silenzio: la mancanza della parola era vista come condizione necessaria per entrare in contatto con il mistero imperscrutabile della pittura, che avrebbe dovuto mantenere intatta e difendere la propria integrita\u0300 non verbale. La parola cosi ricca e fluida per un narratore poteva diventare un pericolo distruttivo per la comprensione dell\u201farte.<br \/>\nE Carlo Ambrosoli e\u0300 sicuramente un artista che da sempre riconosce alla pittura una sorta di incantesimo percettivo e da sempre la sua ricerca si e\u0300 rivolta ad esplorare i meandri delle potenzialita\u0300 espressive di un linguaggio simbolico irriducibile ad altro: la pietra filosofale, il labirinto, il tema della porta come porta di accesso a mondi trascendenti sono stati per lungo tempo i temi preferiti dall\u201fartista. E\u201f un pittore antico che si riappropria del fare pittura come veicolo privilegiato nella restituzione di un senso intrinseco e specifico della pittura e si pone all\u201finterno di un percorso artistico che si innesta profondamente e consapevolmente nella tradizione italiana. L\u201fattenzione spasmodica alla costruzione plastica della forma attraverso sottrazioni continue di colore conferisce alla ricerca di Ambrosoli una coerenza linguistica notevole.<br \/>\nMa nello stesso tempo camminando tra i quadri di formati e tecniche diverse, ero colpita dall\u201fambiguita\u0300 misteriosa e anche inquietante delle immagini e ho pensato immediatamente alla forza espressiva di quel simbolo verso il quale confluiscono tradizioni religiose precristiane, ebraiche e orientali: non e\u0300 casuale la scelta del pesce quale protagonista assoluto di una mostra e ai significati gia\u0300 consolidati l\u201fartista ne aggiunge di ulteriori. E allora mi sono ricordata del racconto biblico di Giona e il pesce e la potenza evocativa di quell\u201fevento. La figura del profeta Giona che disobbedendo all\u201fordine ricevuto da Dio, riconosce poi la propria colpa e di fronte al pericolo causato ad altri e\u0300 pronto a dare la vita, che viene salvato in modo miracoloso nel ventre del pesce e che alla fine si indigna di fronte alla grazia ricevuta da Dio, ha da sempre offerto una molteplicita\u0300 di spunti di rielaborazioni letterarie di grande interesse. Il poeta ungherese M.Babits, tra i tanti intellettuali che nel corso del \u201e900 hanno affrontato questo soggetto, si attiene al poema biblico che si trasforma per lui nella parabola del difficile compito degli intellettuali in un periodo di grande tragicita\u0300, l\u201fUngheria dopo la fine della seconda guerra mondiale.<br \/>\nAnche Carlo Ambrosoli nell\u201fideazione di questa mostra che presenta come tema centrale la raffigurazione del pesce ha voluto fare riferimento ad una problematica culturale di grande attualita\u0300, evidenziando un impegno etico inusuale nella ricerca artistica contemporanea: il pesce diventa metafora del silenzio e dell\u201fimpossibilita\u0300 di parlare cui sono costretti gli uomini oggi in una societa\u0300 sempre piu\u0300 proiettata verso una semplificazione concettuale fondata su un edonismo pericoloso. Ma nello stesso tempo ribadisce l\u201fimpossibilita\u0300 di comunicare con altri linguaggi se non quello della pittura: e\u0300 come se volesse ribadire la peculiarita\u0300 del linguaggio pittorico.<br \/>\nLa stessa ideazione della mostra, organizzata su tre diversi registri pittorici, esprime un progetto artistico di ampio respiro che accorda la ricerca artistica individuale ad una necessita\u0300 di visualizzare nel collettivo temieticidigrandeportata.<br \/>\nNel primo registro sono presentati quattro grandi quadri, Caos agitato, Acquario, Ourobouros, In Viaggio, realizzati con tecniche miste (tela e carta intelata) dove compare una moltitudine di pesci pietrificati, tutti uguali, schiacciati l\u201funo contro l\u201faltro, figure mostruose quasi arcaiche. Le teste si dilatano in un ghigno feroce, e sembrano dibattersi al di la\u0300 di una parete di vetro. Rivolgono gli occhi allo spettatore come se chiedessero aiuto: una trappola da cui tentano di evadere. si annulla l\u201findividualita\u0300 in nome di una collettivita\u0300. Appare un\u201fumanita\u0300 inerme e terrorizzata che si muove in un liquido che annulla le diversita\u0300, rende tutti eguali ma non nel senso della liberta\u0300 ma in quello della paura del diverso: un\u201fumanita\u0300 liquida che stenta a trovare un codice comunicativo efficace capace di esaltare le potenzialita\u0300 del singolo . Ma in Ourobouros, evocazione della figura mitica del serpente che si mangia la coda, un pesce mangia l\u201faltro e si allude alla possibilita\u0300 di una rinascita che si scioglie nel quadro In viaggio dove si aprono vie di uscita prima insperate.<br \/>\nNel secondo registro troviamo sei piccole tavole di legno. Lo spazio si dilata, si svuota, diventa piu\u0300 statico e al senso di sgomento e di impotenza della primo registro succede una suggestione poetica di forte intensita\u0300: predomina un tono ironico, trasgressivo, l\u201felemento quasi fiabesco prende il sopravvento. Bocche mostruose di pesci fantastici si accompagnano a delicate sirene e le allusioni ad una tradizione favolistica occidentale si fanno piu\u0300 evidenti.. Anche i titoli si trasformano in giochi di parole e assumono una funzione moraleggiante: Starlett, Pericolo, La Bella e La Bestia, Amore di mamma, Inversioni di tendenza, lasciano il campo alla fantasia, ad un tono leggero quasi scanzonato che rende omaggio ancora una volta alla capacita\u0300 della pittura di trasfigurare la realta\u0300.<br \/>\nNel terzo registro dal titolo Personaggi visitati da pesci troviamo piccoli quadri dove teste maschili e femminili sono visitati, accuditi(?), aiutati(?) , consigliati(?) da piccoli pesci ritagliati su pelle di baccala\u0300 essiccata e dipinti ad acquarello. La dimensione del pesce da un registro all\u201faltro diventa sempre piu\u0300 piccolo: e\u0300 come se l&#8217;artista avesse voluto ampliare la potenzialita\u0300 espressiva del segno attribuendogliulteriori significati.<br \/>\nSe nella prima serie il pesce e\u0300 metafora di una condizione esistenziale dove l\u201fessere muti non garantisce solo una possibilita\u0300 espressiva ma esprime anche e soprattutto una incomunicabilita\u0300 dell\u201fessere. Nella seconda si trasforma in favola moraleggiante, e in quest\u201fultima il piccolo pesce collocato sulla testa diventa quasi espressione visualizzata di un tipo psicologico di impronta junghiana e si trasforma in una sorta di alter ego dell\u201findividuo. Si struttura come affioramento di un senso cristologico: una sorte di custode dell\u201fintegrita\u0300 dell\u201findividuo e salvaguardia della sua specificita\u0300.<br \/>\nNon e\u0300 casuale la scelta del pesce come protagonista delle opere di Ambrosoli: il pesce fin dall\u201fepoca precristiana e\u0300 stato considerato metafora di rinascita e di rigenerazione soprattutto in relazione all\u201facqua e diventa quindi immagine privilegiata per la riflessione teorica dell\u201fartista. Il pesce, quindi, non solo metafora del silenzio cui siamo costretti ma anche rappresentazione della possibilita\u0300 di rinascita proprio attraverso l\u201fintroversione.<br \/>\nNella tradizione cristiana la parola pesce (ictys) diventa acrostico di Gesu\u0300 ( Iesous Christos Theou Yios Soter, che tradotto e\u0300: Gesu\u0300 Cristo Figlio di Dio Salvatore). Ma d&#8217;altra parte il pesce appare generalmente in un contesto battesimale. Infatti Tertulliano dice: &#8220;Ma noi, piccoli pesci, nasciamo nell&#8217;acqua&#8221; (Bapt., I, 3) e Ambrogio: &#8220;Ti e\u0300 stato riservato che le acque ti rigenerino con la grazia, come esse hanno generato gli altri (esseri viventi) alla vita terrestre. Imita questo pesce&#8221; (Sacram, III). Anche il simbolo &#8216;Vesica Pisces&#8217; (vescica del pesce) o Mandorla Mistica era adorato dai primi cristiani perche\u0301 in quell&#8217;epoca l&#8217;equinozio di primavera avveniva nel segno dei Pesci. Era il simbolo della fertilita\u0300 e della femminilita\u0300. Lo stesso simbolo si ritrova in alcune divinita\u0300 greche come la dea Cibele che aveva per simbolo il pesce. Dea creatrice che ha dato origine all\u201fintero universo senza bisogno di intervento maschile, era la vergine inviolata e tuttavia madre degli dei. Oppure ancora per citare la complessita\u0300 del segno nella Bibbia con Ezechiele si parla della pescosita\u0300 delle acque come simbolo della ricchezza e di resurrezione.<br \/>\nLa complessita\u0300 dei significati della pittura di Carlo Ambrosoli, le interferenze culturali con il mondo contemporaneo sono importanti quindi per comprendere lo spessore della sua ricerca estranea dal cadere verso facili seduzioni di sperimentazioni linguistiche spesso autoreferenziali: l\u201finterpretazione figurale delle sue opere si accompagna sempre ad una forte emotivita\u0300 pittorica che consente allo spettatore di assistere stupefatto all\u2019incantesimo della pittura.<\/p>\n<p>Tiziana Musi<\/p>\n<div class=\"et_pb_slider et_pb_slider_fullwidth_off et_pb_gallery_post_type\">\n\t\t\t\t<div class=\"et_pb_slides\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"et_pb_slide\" style=\"background: 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