{"id":654,"date":"2010-04-20T20:18:07","date_gmt":"2010-04-20T18:18:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiotiepolo38.it\/gallery\/?p=654"},"modified":"2018-09-08T16:50:44","modified_gmt":"2018-09-08T14:50:44","slug":"endless-chain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiotiepolo38.it\/gallery\/endless-chain\/","title":{"rendered":"Marina Buening \/ Daniela Monaci: endless chain"},"content":{"rendered":"<p>dal 15 aprile al 22 maggio 2010<br \/>\na cura di Micol Di Veroli<\/p>\n<p>L&#8217;intero universo si poggia su di un fitto intrico di elementi, una massa viva ed inscindibile che grazie alla connessione di ogni singola molecola alimenta la sua forza generatrice. Anche l&#8217;esperienza umana racchiude in se\u0301 una serie di concatenazioni, siano esse le reazioni neurali che muovono il nostro organismo o gli eventi legati l&#8217;un l&#8217;altro che vanno a formare memorie ed esperienze. Persino le nostre percezioni sono subordinate ad un mistico intreccio di oggetti, simboli e formazioni naturali anch&#8217;essi generati da legami cellulari o saldi intrecci di materia. Tutto scorre in un saldo abbraccio ed ogni singolo attimo di tempo e\u0300 tenacemente agganciato al suo prossimo come egualmente uniti appaiono gli anelli di un&#8217;interminabile catena. In questa infinita serie di legami che formano il nostro universo noi possiamo stabilire la fine e l&#8217;inizio di una singola vita ma non l&#8217;inizio e la fine della vita, possiamo toccare con mano l&#8217;inizio e la fine di un anello ma non riusciremo mai a lambire i poli dell&#8217;intera, sconfinata catena.<br \/>\nLa ricerca artistica e\u0300 posta esattamente all&#8217;interno di ogni singolo elemento dell&#8217;intero creato, essa riesce a carpire e rappresentare la pulsante essenza di ogni cellula, la solida ed intangibile presenza di ogni molecola. Attraverso la silente fermezza di un&#8217;immagine fotografica e\u0300 possibile leggere la delicata natura del movimento e del tempo, analizzando traiettorie e fisicita\u0300 di personaggi ed oggetti posti in relazione dinamica tra di loro. Mediante un&#8217;installazione e\u0300 possibile donare una terza dimensione al pensiero, ricreare concetti astratti e luoghi lontani o inesistenti. La sequenza filmica della video arte, infine, ritaglia una finestra aperta sul mondo, una cornice stabilita attraverso la quale delle sezioni istantanee ricreano il movimento, la vita. Fotografia, video ed installazione sono le tecniche proposte dalla mostra Endless Chain, i media che Marina Buening e Daniela Monaci hanno scelto per compiere le loro sperimentazioni artistiche.<br \/>\nMarina Buening affida le sue creazioni all&#8217;intreccio degli elementi, lasciando che sia la sinuosa stretta del nodo a svelare le complesse geometrie dell&#8217;universo. Il nodo come l&#8217;anello della catena, rappresenta una giunzione suprema, un abbraccio inscindibile. La nostra cultura gli attribuisce molteplici significati dal semplice incontro di corde, al punto di partenza di una nuova gemmazione botanica, sino alla rappresentazione della concordia e dell&#8217;intersezione delle orbite della meccanica celeste. Anche se costituite da vari materiali sintetici le installazioni di Marina Buening rassomigliano a formazioni naturali, tessiture di un gigantesco aracnide ed allo stesso tempo si aprono alla religione ed in particolare alla simbologia celtica. Gli intrecci in marmo che poggiano sul suolo rievocano segni di completezza e protezione come il Nodo di Lindisfarne o il Nodo di Iona, altro emblema celtico che simboleggia il raggiungimento della pace interiore. Oltre all&#8217;installazione principale, l&#8217;artista inserisce nel contesto due levigati blocchi di marmo Bardiglio e Nero Marquina. Anche queste forme assumo le sembianze di elementi naturali, richiamando le proprieta\u0300 generative del bozzolo, involucro protettivo che conduce alla metamorfosi. Sulla liscia ma solida superficie corre una nervatura, una spaccatura che si apre alla vita, un nuovo nodo che si avviluppa al filo dell&#8217;esistenza.<br \/>\nNelle sue immagini fotografiche Daniela Monaci propone una personale visione delle<br \/>\nconnessioni che tengono unito l&#8217;universo. Salde catene sostengono un candido gioco infantile, mentre l&#8217;unione di ogni singolo anello sembra imitare la perfetta forma del Dna, filamento intrecciato che racchiude le informazioni dell&#8217;esistenza umana. Questi ferrei legami, non piu\u0300 simboli di costrizione ma di continuita\u0300, sembrano scendere direttamente dalla volta celeste, ancorandosi alle nubi che circondano lo spazio. Ed al vuoto si affidano giocosi pargoli, inesperti esploratori dell&#8217;ignoto che girando attorno all&#8217;immensita\u0300 cercano di afferrarsi e trovarsi. Altre immagini propongono elementi arborei che perdono il loro consono attaccamento alla terra, stagliandosi netti e rapidi come esplosioni nel cielo che lentamente lasciano cadere la loro compatta scia. Anche queste forme naturali creano una sequenza perfetta, una serie di simboli che traghettano il pensiero al misticismo ancestrale. Vedere la fine del fusto di ogni albero e\u0300 impossibile, afferrare il principio di ogni catena e\u0300 cosa altrettanto vana. Come non riusciamo a percepire i volti dei protagonisti dell&#8217;opera video, in cui l&#8217;artista forza la nostra attenzione sulla complessa ragnatela di una pavimentazione ecclesiastica costituita da forme marmoree che si intrecciano e si compensano, formando una pergamena di rune che scorre sotto i piedi dei passanti.<br \/>\nOrdo ipse est quiddam divinum, L&#8217;ordine e\u0300 di per se\u0301 qualcosa di divino, cosi\u0300 scriveva il teorico seicentesco Baldassarre Bonifacio ma come qualsiasi altra creazione divina l&#8217;ordine delle cose non ha inizio ne\u0301 fine, esso e\u0300 un flusso indomabile e compatto che giunto al termine della sua esistenza ne genera un&#8217;altra. Questa interminabile sequenza vitale accomuna le sperimentazioni creative di Marina Buening e Daniela Monaci che nei loro perfetti intrecci di materie dissimili sembrano ribadire un solo, unico concetto: l&#8217;uomo crea l&#8217;uomo, nell&#8217;anello fiorisce un altro anello.<\/p>\n<p>Micol Di Veroli<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.studiotiepolo38.it\/gallery\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/04\/Catalogo_EndleesChain.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il catalogo della mostra in pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>dal 15 aprile al 22 maggio 2010 a cura di Micol Di Veroli L&#8217;intero universo si poggia su di un fitto intrico di elementi, una massa viva ed inscindibile che grazie alla connessione di ogni singola molecola alimenta la sua forza generatrice. 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