{"id":934,"date":"2018-12-11T19:03:28","date_gmt":"2018-12-11T18:03:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiotiepolo38.it\/gallery\/?p=934"},"modified":"2019-12-31T10:27:17","modified_gmt":"2019-12-31T09:27:17","slug":"isabella-nurigiani-prigioneri-di-se-stessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiotiepolo38.it\/gallery\/isabella-nurigiani-prigioneri-di-se-stessi\/","title":{"rendered":"Isabella Nurigiani: Prigioneri di se stessi"},"content":{"rendered":"<p>Inaugurazione Venerd\u00ec 14 dicembre 18:00 &#8211; 22:00 14 dicembre 2018 &#8211; 31 gennaio 2019<\/p>\n<p>\u201cCredi che non ti capisca? Tu insegui un sogno disperato, questo \u00e8 il tuo tormento. Tu vuoi essere, non sembrare di essere. Essere in ogni istante cosciente di te, e vigile. Nello stesso tempo ti rendi conto dell\u2019abisso che separa ci\u00f2 che sei per gli altri da ci\u00f2 che sei per te stessa e provoca quasi un senso di vertigine, un timore di essere scoperta, di vederti messa a nudo, smascherata, riportata ai tuoi giusti limiti\u201d \u2013 \u201cPersona\u201d, Ingmar Bergman.<br \/>\nHo conosciuto Isabella Nurigiani diversi anni fa in una galleria di Roma, lo sguardo fiero e il piglio deciso mi avevano attratta fin da subito. \u201cBelle vibrazioni\u201d, pensai. Poi ho avuto modo di ammirare i suoi lavori ed il modo in cui interagisce con la materia e le prime sensazioni si sono trasformate in profonda ammirazione e poi affetto.<br \/>\nNell\u2019incontro con i lavori di Isabella ci si sente affascinati dalla percezione di estrema facilit\u00e0 nel plasmare i materiali, spesso duri e pesanti e ai quali riesce a conferire un estremo senso di movimento e trasformazione. Con \u201cPrigionieri di se stessi\u201d si conferma lo stesso impatto, forte e immediato. Tra i dieci pezzi esposti, quello che d\u00e0 il titolo alla mostra \u00e8 il lavoro che va a delineare la ricerca che ha voluto intraprendere l\u2019artista, trasferendo nella materia la rappresentazione ideale dell\u2019involucro dove spesso ci si nasconde: pregiudizio, aspettativa, falsa morale, giudizio altrui che spesso non riporta ad altro se non al nostro, severo e censore. Queste le zavorre che si frappongono come impedimento principale nella realizzazione della propria identit\u00e0 pi\u00f9 vera, nel lasciar fluire la natura pi\u00f9 intima di ognuno che spesso trova nella dualit\u00e0 la sua essenza pi\u00f9 sincera e nell\u2019incontro tra opposti la fusione ideale. In \u201cMaschile e<br \/>\nfemminile\u201d i due poli si uniscono ma come parte di un unico stesso elemento che li contiene entrambi, luce e oscurit\u00e0, bianco e nero, l\u2019uno senza l\u2019altro non esisterebbe ma invece di incontro violento qui si fa abbraccio di forze agli antipodi tra azione e passione. Ed \u00e8 nella costruzione dell\u2019identit\u00e0 che si inserisce prepotentemente \u201cTotem\u201d, elemento che da sempre sancisce appartenenza ed \u00e8 ascrivibile nell\u2019opera di Isabella Nurigiani ad elementi pi\u00f9 vari. La struttura domina lo spazio e si presenta come un blocco rettangolare di marmo bianco cui va ad intersecarsi una struttura circolare in marmo nero del Belgio. Ecco allora che ognuno potr\u00e0 attingere al proprio bagaglio di valori, paure e fedi per attribuire all\u2019elemento totemico il significato prescelto che sia religioso, pagano o come nel mio caso collegato ad una spiritualit\u00e0 in stretto contatto con la Natura e la Terra, come quella dei Nativi Americani. \u201cAlbero solitario\u201d prosegue<br \/>\nnell\u2019indagine identitaria che ora si fa Uno, rimandando ad un dialogo solipsistico nel quale la solitudine si fa necessit\u00e0. L\u2019utilizzo che fa Isabella Nurigiani dei materiali &#8211; marmo bianco e nero e bronzo &#8211; crea un\u2019energia palpabile e facilmente percepibile anche da uno sguardo inesperto. La verticalit\u00e0 \u00e8 l\u2019elemento ricorrente in queste opere nelle quali all\u2019interno di forme di parallelepipedi vanno ad inserirsi elementi di contrasto, con forme sferiche e tondeggianti. Il gioco rigoroso e spigoloso interrompe con \u201dGuardarsi e non riconoscersi\u201d, dove diventa fluidit\u00e0 e morbidezza e che potrebbe interpretarsi come il punto ideale di chiusura di questa indagine, massima espressione del doppio e dell\u2019immagine deformata di se stessi. Elementi apparentemente identici ma che trovano nell\u2019inversione speculare dei loro materiali la modalit\u00e0 di messa in<br \/>\nscena dell\u2019alterit\u00e0, del non riconoscersi, del rimbaudiano \u201cJe est un autre, Io \u00e8 un altro\u201d.<br \/>\nElisa Battisti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugurazione Venerd\u00ec 14 dicembre 18:00 &#8211; 22:00 14 dicembre 2018 &#8211; 31 gennaio 2019 \u201cCredi che non ti capisca? Tu insegui un sogno disperato, questo \u00e8 il tuo tormento. Tu vuoi essere, non sembrare di essere. Essere in ogni istante cosciente di te, e vigile. 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