dal 12 giugno al 6 luglio 2018

Elisa Montessori e Riccardo Monachesi tornano a esporre sculture in ceramica insieme.
Una serie inedita di 20 diverse sculture in ceramica realizzate dal 2003 al 2015.

La mostra richiama l’esposizione del 2011 avvenuta all’interno del prestigioso Museo delle Arti Decorative Boncompagni Ludovisi, allora distaccamento delle arti applicate della Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Le venti esposte fanno ora parte della collezione permanente del museo.
In occasione di “XX – Venti sculture in ceramica”, gli autori tornano a presentare una serie inedita di 20 diverse sculture in ceramica realizzate dal 2003 al 2015. Per la mostra viene anche presentato per la prima volta il catalogo, pubblicato da Il Cigno GG Edizioni, inerente all’acquisizione delle opere esposte al Museo Boncompagni Ludovisi. La mostra fu presentata da Mariastella Margozzi che scrisse: “Elisa Montessori e Riccardo Monachesi hanno esposto le loro ‘Venti Ceramiche’ al Museo Boncompagni Ludovisi in occasione della Giornata del Contemporaneo del 2011. Contestualmente quelle opere, frutto del loro riuscito sodalizio artistico, sono entrate a far parte delle collezioni del Museo, rappresentando la fase contemporanea della rappresentazione artistica in ceramica…
Il lavoro di un ceramista di talento e di una pittrice raffinata, oltre che piena di poesia, si mostra plasticamente, è il caso di dirlo, in venti esemplari bellissimi di vasi-non-vasi, di piatti-non-piatti, che pure tali forme evocano non come archetipi bensì come possibili attuali loro interpretazioni”.
Il catalogo si arricchisce di un testo critico di Claudio Libero Pisano che nota: “Il progetto a quattro mani di Elisa Montessori e Riccardo Monachesi ha una qualità rara perché testimonia che l’empatia esiste, che la collaborazione può portare a risultati inusuali e sorprendenti. Le opere esposte finalmente si sono liberate della costrizione di dover rappresentare ciò che si conosce e si innalzano felici verso un deliberato nonsense della forma. Non esiste supremazia della pittura sulla scultura. L’una e l’altra sono al servizio di un fine comune. Le forme sono preparate per la pittura, ma quest’ultima interviene sulle modanature e sui sottosquadri sia per valorizzare sé stessa che per rafforzare l’armonia della scultura. A chiudere la particolarità di questo progetto a due e l’uso del materiale utilizzato per realizzare questa serie di piccole ma potenti sculture policrome. La ceramica da tempo ha trovato una sua legittima collocazione nella ricerca sul contemporaneo. Le ricerche più recenti apprezzano la duplicità di questo materiale antichissimo che sa resistere nei secoli, ma ha anche una sua fragilità che lo rende preziosissimo”.

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